Ultima modifica: 23 giugno 2017

Progetto Castle

Si è concluso il progetto CASTLE- Erasmus+, un progetto di sperimentazione e ricercazione del gioco degli scacchi a scuola, con una Conferenza Finale che si è tenuta il 26 maggio all’Hotel Royal di Torino.

 

Il progetto C.A.S.T.L.E.: a Chess curriculum to Advance Students Thinking and

Learning skills in primary Education è nato dall’idea di creare un forte partenariato

nel campo dell’applicazione degli scacchi a scuola, sotto la spinta iniziale di tre

associazioni in possesso di una grande esperienza in campo scacchistico scolastico:

L’Alfiere Bianco in Italia, la Deutsche Schulschachstiftung (Fondazione tedesca scacchi a scuola) di Monaco in Germania e il Club Ajedrez 64 Villalba – Madrid in Spagna.

Nel progetto, finanziato dal programma Erasmus + della UE per il triennio 2015 – 2017, si sono inseriti gli Uffici Scolastici Regionali del Piemonte e di Madrid, l’Università degli Studi di Torino e tre scuole capofila: l’I.C. “B. Muzzone” di Racconigi, la Grundschule Hammerschmiede Ausburg e il Ceip San Miguel Arcangel Madrid.

In Italia, in aggiunta alla scuola partner ed in qualità di stakeholder, si sono aggiunti anche l’I.C. “Papa Giovanni XXIII” di Savigliano, l’I.C. “Sobrero” di Cavallermaggiore, l’IC Verolengo e l’IC Chieri 1.

Grazie a CASTLE si sono potuti formare 50 insegnanti di scuola Primaria nei tre paesi, affinché potessero essere in grado di effettuare le lezioni di scacchi e programmarle nel loro orario scolastico in modo autonomo.

Gli strumenti forniti, oltre alle 20 ore di formazione ogni anno e all’impiego di 15 istruttori di scacchi nel ruolo di tutor, sono stati: la giocomotricità su scacchiera gigante, l’uso degli scacchi in classe “sul banco” e l’attività scacchistica sul WEB: “La casa degli scacchi di Gatto Vittorio” che ha accolto centinaia di studenti italiani, spagnoli e tedeschi, che hanno giocato divertendosi ed imparando le regole.

Il programma è stato avviato in 5 classi prime e 5 classi seconde con la giocomotricità̀,

in 5 classi terze con scacchi sul banco e WEB, al primo anno e in ogni paese (900 alunni).

Al secondo e terzo anno ogni classe ha potuto sperimentare il protocollo didattico successivo,

puntualmente rivisto e migliorato con attività di ricercazione tramite i gruppi di lavoro composti da insegnanti e tutor.

Le attività di giocomotricità, realizzate in classe prima e seconda, sono state condotte ed organizzate come un LABORATORIO, cioè un luogo di mediazione tra l’azione e la riflessione, come un collegamento tra FARE e PENSARE (J. Dewey)

I GIOCHI psicomotori sono stati vissuti e sperimentati sulla scacchiera gigante: una specie di “partita vivente” a piccoli passi. I bambini imparano a spostarsi, muoversi, riconoscere le verticali, le diagonali, sperimentano confini, andature diverse.

Con fiabe e storie vengono introdotti i “pezzi” che hanno nomi originali e simpatici. I giochi coinvolgono gli alunni in staffette e attività in cui devono dimostrare le abilità motorie collegate alle abilità logiche per non essere catturati e poter guadagnare punti.

In classe terza vengono introdotti gli “scacchi a banco” e vengono illustrate su una grande scacchiera murale le strategie, la partita, l’apertura, lo scacco matto, lo stallo…poi i bambini vengono invitati a giocare a coppie con la scacchiera. Giocando a scacchi il bambino ripete ed impara mosse, visualizza la scacchiera e le posizioni dei pezzi, sperimenta modi diversi per spostarsi su di essa, studia strategie, prova ad anticipa le mosse dell’avversario, calcola le conseguenze di una mossa, impara ed applica concetti matematici trattandoli non solo a livello teorico, ma pratico, cioè manipolandoli

.. è un gioco stimolante: la ricerca di una soluzione ed il raggiungimento del risultato appagano e gratificano chi sta al gioco.

 

La peculiarità del progetto risiede nella possibilità che ha avuto di fornire nuovi

elementi al mondo della scuola, utili a migliorare l’offerta didattica grazie ad un uso più

attivo dell’intelligenza dei bambini, con adeguata misurazione degli esiti tramite strumenti

forniti dall’Università degli Studi di Torino e dagli Organi Ministeriali in due paesi.

 

In questo progetto è stato fondamentale l’approccio didattico-pedagogico alla base: gli scacchi oltre a sviluppare la concentrazione, la creatività, le capacità decisionali e analitiche, la memoria e la perseveranza, insegnano anche che per ottenere risultati bisogna relazionarsi con gli altri, accettare le loro idee, la loro presenza e saperla valorizzare; accettare le sconfitte, gli insuccessi e misurarsi con le difficoltà. In questa ottica il progetto è stato un progetto di inclusione rivolto a tutti gli studenti, anche quelli con difficoltà cognitive e con competenze sociali da maturare.

Infine è stato fondamentale l’approccio organizzativo-metodologico che ha visto coinvolti in primo piano gli insegnanti, che, pur non sapendo giocare a scacchi, si sono messi in gioco: saltellando sulla scacchiera gigante, sfidandosi per vincere punti, sperimentando la sconfitta e la frustrazione, la fatica dei ragionamenti e delle previsioni.. ma la soddisfazione finale è stata grande!

 

“Il vero vincitore non è colui che vince sempre, ma colui che perde e continua ad avere il coraggio di mettersi in gioco.” 

Cristina Mussano

Referente del progetto I.C. Papa Giovanni XXIII Savigliano

 

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